HOTEL ALBERGO RISTORANTE
MIRAVALLE

I nostri menù tipici...

Menu accademia:
bresaola carpacciata con funghi porcini
pizzoccheri di teglio
sciatt di teglio e cicorino
dolce valtellinese
caffè              
vino rosso valtellina -  acqua minerale   
eur. 18.00
Menu gastonomico: 
tagliatelle alla boscaiola
paillard vitella ai funghi porcini
tris di insalate
dolce di grano saraceno 
caffè 
vino rosso valtellina - acqua minerale
eur. 20.00

I piatti tipici di Teglio:

I pizzoccheri sono, insieme alla polenta, il piatto più conosciuto della gastronomia valtellinese e valchiavennasca. Si tratta di tagliatelle di grano saraceno condite con abbondante burro e formaggio semigrasso nostrani. Originari della zona di Teglio, possono essere facilmente preparati seguendo gli accorgimenti che vi segnaliamo nella pagina ad essi dedicata nella sezione gastronomia. L'impasto, così come il taglio delle tagliatelle, deve essere fatto a mano per mantenere intatti il gusto e la fragranza che andrebbero persi con l'utilizzo di macchinari elettrici. Se invece non amate cucinare, potete trovare confezioni di pizzoccheri già pronti in tutti i negozi di alimentari e di prodotti tipici. E' buona norma accompagnare questo piatto gustoso con una buona bottiglia di vino rosso valtellinese.
Vi invitiamo infine a visitare il museo dell'antico mulino nel quartiere Bottonera a Chiavenna per farvi un'idea di come venivano preparate le farine per l'impasto dei pizzoccheri e di altri prodotti.

A questo prodotto sono dedicate due manifestazioni: la Sagra dei Pizzoccheri e il Pizzocchero d'oro che si tengono ogni anno a Teglio rispettivamente nei mesi di luglio e settembre.


La bresaola è un prodotto tipico della Valtellina; è carne bovina salata e stagionata. Fino ai primi decenni del Novecento era diffusa solamente nella zona di Sondrio, mentre in seguito è stata commercializzata con successo in tutta Italia e anche all'estero, ottenendo da parte della Cee il riconoscimento di Igp.

Come si produce - La bresaola si ottiene mediante la salatura e la stagionatura della coscia di manzo. La carne selezionata viene unita al sale, al pepe macinato e agli aromi naturali, in miscele che variano a seconda del produttore. La carne resta sotto sale da dieci a venti giorni, quindi viene lavata per rimuovere la salamoia e insaccata in budelli naturali o artificiali. In alcuni casi si procede anche all'affumicatura. La preparazione si conclude con la fase di stagionatura. Durante il periodo di lavorazione, gli enzimi trasformano la carne in prodotti più facilmente digeribili. Nelle diete è uno dei salumi più indicati poiché non è molto calorica. È però sconsigliabile per gli ipertesi che devono consumarla con moderazione, considerando l'alto contenuto di sale.

Il termine sciatt viene utilizzato nel dialetto valtellinese per indicare i rospi.
Tuttavia questo piatto valtellinese ha ben poco a che fare con questo animale, si tratta infatti di frittelle di grano saraceno aventi forma irregolare con al loro interno un cuore di formaggio.
Come si preparano:
Impastate la farina di grano saraceno con la farina bianca utilizzando dell'acqua gasata fino ad ottenere un composto abbastanza consistente. Unite il formaggio tagliato a dadini, il pane grattugiato, un pizzico di lievito e la grappa.
Fate scaldare l'olio in una pentola capiente, quando inizia a friggere, fatevi scivolare un po' di impasto (contenente alcuni cubetti di formaggio) aiutandovi con un cucchiaio.
Cuocetene pochi alla volta per evitare che si "attacchino" assieme.
Lasciateli gonfiare e colorire, scolateli e serviteli su un letto di cicoria condita.

 

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